sliding doors vienna

Sliding doors, riflessioni

Il mio “sliding doors” nell’ultimo anno è capitato diverse volte. Ci sono stati momenti in cui ho parlato di sfiga, in altri di segni del destino.

La verità è che nell’ultimo anno nel preciso momento in cui sono stata lì lì per prendere decisioni che avrebbero inevitabilmente cambiato il corso degli eventi nella mia vita non ci sono riuscita.

Talvolta sono stata io a lasciare che le porte del treno davanti a me si chiudessero, talvolta invece ero sicura di volerci salire sul treno ma ho visto le porte chiudersi e andare.

Oggi sono malinconica – e come non esserlo in questo assurdo periodo – e sfoglio foto.

sliding doors vienna
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A inizio anno stavo organizzando il mio trasferimento in Austria. Avevo finalmente trovato un appartamento temporaneo per qualche mese e non era stato per niente semplice. Mancava il biglietto del treno, dovevo partire la sera del 23 febbraio ma quel biglietto non l’ho mai comprato.

Avevo a disposizione 48 ore di tempo per disdire l’appartamento senza perderci un euro, nel caso ci avessi ripensato.

Ci ho dormito sù e alla fine l’ho disdetto.

Sliding doors. La porta si è chiusa.

Nel momento in cui l’ho disdetto mi sono fatta sopraffare dai dubbi. Perchè, perchè e ancora perchè.

La realtà è che io ho un armadio pieno di domande che non hanno risposte.

Oggi so che con quel treno, anche se avessi avuto il biglietto, comunque non sarei potuta partita.

La Lombardia la sera prima della presunta partenza era stata dichiarata zona rossa e i treni per l’Austria erano stati bloccati. Forse mi avrebbero fatto partire un altro giorno, non saprei. Ma con che stato d’animo sarei partita? E soprattutto sarei partita consapevole del caos che stava per succedere?

Credo proprio di no.

Eventi di forza maggiore avrebbero dunque comunque scelto per me e mentre sfoglio le foto della città che mi avrebbe ospitata non riesco ad essere dispiaciuta.

Avevo scelto l’Austria per la sicurezza, per l’economia solida, per la tutela dell’ambiente, per il senso civico. Sarebbero state motivazioni sufficienti?

Rifletto.

Non avrebbe fatto per me, ne sono sicura. O forse no. Forse la mia grande capacità di adattamento mi avrebbe fatta ambientare. Ma poi avrei trascorso i giorni a lamentarmi. Avrei amato i mezzi pubblici efficienti ma avrei odiato il cielo grigio. Avrei amato il senso civico della gente ma avrei odiato una vita sociale che termina alle cinque del pomeriggio. Non lo saprò mai.

Sono stata anni all’estero e sono voluta tornare. Sono tornata e vorrei ripartire.

Ecco, sono un’eterna insoddisfatta.

sliding doors

Passo la vita a riflettere su questo effetto sliding doors, a chiedermi cosa sarebbe stato se avessi scelto l’altra possibilità e che senso ha?

È sul presente che devo concentrarmi, non su ciò che è stato o su ciò che sarebbe potuto essere. È il presente ciò che conta davvero. Chi lo sa che prima o poi io non riesca ad capirlo.

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