Il mio primo folle anno in Italia, considerazioni

Un anno?? Ebbene sì.

Il tempo scorre inesorabile.

Oggi è tempo di considerazioni. Un anno fa a quest’ora stavo rimettendo piede in Italia stanca ma carica di aspettative.

Non immaginavo che la mia dal quel momento sarebbe stata stravolta completamente.

Sono stata colpita in pieno da quello che viene definito shock culturale inverso e ci ho messo un po’ di mesi per riprendermi.

Ho iniziato a non dormire di notte e a ritrovarmi sveglia in preda all’ansia.

Mi sono resa conto che mangiavo male e sono dovuta correre ai ripari.

In qualche modo mi sono sentita profondamente delusa da persone che consideravo amiche e ho capito che le persone su cui posso davvero contare sono poche.

Ho iniziato ad essere irrequieta e a spostarmi compulsivamente alla ricerca di un posto che potesse ridarmi pace. Addirittura ho pensato di voler tornare in Germania, il che era grave.

In questo anno ho messo la mia vita nel congelatore, dico io.

Per caso qualche giorno fa ho scoperto un posto vicino a casa che non conoscevo. Una piccola oasi di pace e mi sono seduta sotto quest’albero a riflettere.

un anno in Italia

Non sono obiettiva.

Innanzitutto ho avuto la possibilità di vivere qualche mese al mare, vicino a uno dei borghi più belli di Italia. E non è poco.

Guardando i miei scatoloni pieni di cose che non usavo più, di vestiti mai messi e di oggetti comprati solo per il gusto di comprare ho deciso di partecipare a diversi mercatini e sono stata contenta di vedere che ciò che non serviva più a me è venuto utile a qualcun altro.

Ho smesso di comprare compulsivamente. Anche perchè avendo un budget limitato ho capito quali sono le priorità e ogni volta che vorrei comprare qualcosa mi chiedo se mi serve davvero. La maggior parte delle volte non mi serve davvero.

Nel mio vagare senza una meta ho organizzato cene, aperitivi e qualche corso di cucina. Ho preparato torte su ordinazione e ho sempre ricevuto molti complimenti.

Ho iniziato a seguire dei corsi online sul marketing e a studiare fotografia. Studio anche inglese tutti i giorni anche se con scarsi risultati perchè mi resta sullo stomaco come una parmigiana a mezzanotte e non ho mollato il tedesco nemmeno per un attimo.

Mi sono resa conto dell’importanza della famiglia e del coltivare le amicizie (poche ma buone).

E mi sono anche resa conto che lo sport all’aria aperta è una vera toccasana, almeno per me. Un tempo vivevo per la palestra mentre oggi non so se scambierei la mia passeggiata mattutina a passo veloce per una camminata sul tapis roulant.

Sto cercando di guardare me stessa e il mondo attorno che mi circonda con occhi diversi, perchè quando qualcuno dice che a volte è solo un problema di prospettiva ha ragione.

Non è vero che quest’anno non ho fatto nulla ed è stato un disastro. Cioè, dipende dai punti di vista. Diciamo che non ho ottenuto ciò che desideravo ma ho comunque fatto altro che ha arricchito la mia persona.

La vita non va sempre come vorremmo, spesso corriamo senza sapere dove stiamo andando.

A volte è doveroso fermarsi e fare il punto della situazione.

Da qui poi ripartire.

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