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Lasciare Berlino, tempo di dirsi addio

ebbene sì, questo giorno è arrivato

Lasciare l’Italia nove anni fa era stato più difficile anche se quella partenza non aveva mai saputo di addio. In Italia ho continuato a ritornarci regolarmente e ho continuato a considerarla l’unico posto che potevo davvero chiamare casa. Quella sensazione di sapere che le porte sono sempre aperte.

Non ho dormito per notti prima della partenza. Volevo andare via ma lasciare tutto mi spaventava.

Allontanarsi dalla propria famiglia, dalle amicizie, dalle proprie abitudini per la voglia di fare un’esperienza diversa.

Lasciare invece una città in cui si è passato parte della propria vita sì ma dove non si lasciano forti legami invece sa proprio di addio. Che poi anche qui, se mai nella remota ipotesi che decidessi di ritornarvi, so che le porte sono aperte ma è diverso. Non sono le porte di casa.

La conferma ufficiale che me ne sarei andata è arrivata all’inizio di gennaio e ne avevo parlato qui. Sono passati quasi due mesi ma impacchettare nove anni di vita non è una cosa così semplice come immaginavo. Il trasloco diventa più impegnativo e bisogna selezionare bene cosa verrà con te nella tua nuova vita e cosa può restare in quella vecchia.

Poi ci sono le svariate questioni burocratiche da sbrigare. Chi si lamenta della burocrazia italiana è perchè non ha mai avuto a che fare con quella tedesca, anche se mi hanno dett0 che a batterle tutte è quella russa. Tra disdette delle innumerevoli assicurazioni che per un motivo o per un altro è stato meglio avere, tra Abmeldung nostri e del cane (perchè in Germania anche il cane paga le tasse) e via dicendo i miei nervi sono stati messi a dura prova.

Credevo che più si fosse avvicinato il giorno della partenza, più avrei avuto ripensamenti invece il giorno è arrivato e mi sento tranquilla. Anzi è un addio che mi sta riempiendo di gioia.

Sono arrivata qui senza sapere quasi una parola di tedesco e mi sono messa in gioco. Di cose ne ho fatte e di traguardi ne ho raggiunti, molti più di quelli che potevo immaginare. Riparto con due lingue in più e con un bagaglio di esperienza di tutto rispetto. Sono soddisfatta della donna che sono diventata in questi anni e penso sia già un buon punto di partenza.

Avrei anche potuto continuare a stare qui ma ci sono momenti nella vita in cui la voglia di cambiamento bussa incessantemente alla porta e non si può fare altro che assecondarla. Perchè è giusto così.

Perchè credo che finchè abbiamo la possibilità di stravolgere la nostra vita e di rimetterci in gioco bisogna approfittarne e credo che avere questa possibilità sia una cosa bellissima.

La questione è un po’ questa ↓

Le cento sfumature di grigio di Berlino comunque no, non mi mancheranno

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