follementeitalia. follemente bella, follemente complicata
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# follementeitalia, l’Italia vista con i miei occhi

# follementeitalia è l’hastag che ho deciso di utilizzare quando parlo dell’Italia.

Follemente bella, follemente problematica.

Chi mi conosce, nella realtà o attraverso il blog e Instagram, sa quanto avevo desiderato tornare in Italia. Perchè sì, quando si è via ad un certo punto la mancanza del proprio paese si fa sentire.

Della mia esperienza ne ho già parlato svariate volte, per esempio qui e qui.

Forse sono tornata con troppe aspettative e troppo sicura di me e di ciò che volevo. Aspettative che sono state ben presto deluse.

Pensavo che nel mio paese molte cose sarebbeo state più semplici ma mi sono resa conto che apparte il vantaggio linguistico per il resto mi sembra di correre una corsa ad ostacoli che non finiscono mai.

Ci ho provato in tutti i modi ma di mesi ne sono trascorsi abbastanza per farmi dire che non ho più la forza per remare contro i mulini a vento.

Troppe porte chiuse, troppa instabilità, troppa corruzione, troppa burocrazia inutile.

Io credo fermamente che i sogni siano fatti per diventare realtà. Ho 38 anni e ne posso smettere di sognare ne posso sentirmi vecchia. Non lo accetto.

Dare la possibilità alle persone di realizzare i propri sogni permette di avere persone più felici e riconoscenti verso il proprio paese.

Un sogno può essere quello di avere la possibilità di cambiare lavoro, di avere del tempo da dedicare a se stessi, di avere tempo da dedicare alla propria famiglia, di poter risparmiare qualcosa, di poter vivere dignitosamente. E ancora, di potersela costruire una famiglia. Oppure quello di potersi costruire la propria attività senza essere strozzati da burocrazia e tasse.

Ognuno ha i suoi di sogni e ognuno dovrebbe poter avere la possibilità di realizzarli.

L’Italia a me da l’impressione che non solo non da la possibilità di realizzare i propri sogni ma che toglie anche la possibilità di sognare.

Dicono che non è un paese per giovani ma ormai non è più nemmeno un paese per vecchi.

Prima si parlava di giovani in fuga, di cervelli in fuga.

Ora si parla anche di pensionati in fuga.

L’Italia che ho ritrovato dieci anni dopo è ben diversa dall’Italia che ho lasciato dieci anni fa. E non passa giorno che io non mi chieda come sia stato possibile ridurla così.

Pensavo di ritrovare la pace e ho trovato il caos.

Questo paese mi sembra cadere a pezzi (e non solo metaforicamente). Ponti che crollano, Venezia che si allaga, telegiornali che sono dei bollettini di guerra, femminicidi all’ordine del giorno, droghe pesanti nuovamente in impennata, bullismo nelle sue peggiori espressioni. Senso civico e rispetto per ciò che ci circonda quasi inesistente.

Mi sembra la guerra di tutti contro tutti.

Follementeitalia.

Qualcuno mi ha fatto notare che in Italia ci sono 55 milioni di abitanti e non sono tutti disperati.

Boh non so cosa dire a riguardo. Forse sono semplicemente io a esagerare e a non vedere i lati positivi.

Ma sto davvero facendo fatica a trovarli questi lati positivi.

Io faccio parte di quella minoranza di ex expat di cui nessuno parla e che presto diventerà nuovamente una expat, perchè ho iniziato a programmare il mio nuovo espatrio.

Se in passato ho scelto di andare via perchè avevo voglia di esperienze nuove, questa volta la mia è una scelta obbligata.

Mi sembra di udire in sottofondo un “si salvi chi può”.

Follementeitalia.

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