sui figli e sui genitori. Torta di compleanno
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Piccole donne crescono. Sui figli e sui genitori

Perchè anche essere figli a volte è complicato

Riflessione su figli, genitori e abbandono.

Domenica abbiamo festeggiato il compleanno della piccola di casa che ormai sta diventando grande.

È stata una giornata intensa, allegra, piena di amore, di risate.

Ogni tanto la osservo di nascosto, cerco di leggere nei suoi occhi qualcosa che non dice a parole eppure sembra non nascondere nulla.

È difficile vederla triste e il suo sorriso e la sua dolcezza sono contagiosi.

Mi chiedo come fa. Perchè non lo so se io al suo posto ci riuscirei.

Ha visto sua mamma ammalarsi. L’ha vista lottare, l’ha vista tentare invano di restare aggrappata a questa vita. L’ha vista andarsene e non tornare più.

Ha visto suo padre al funerale di sua mamma dopo anni (ANNI) che non si faceva vedere per vederlo poi sparire di nuovo.

Non una telefonata di auguri per Natale, non una telefonata di auguri per il compleanno. Non una telefonata in nessun giorno dell’anno per sapere come sta e se ha bisogno di qualcosa.

Ci sono cose che vanno oltre la comprensione umana e una è questa. Perchè io continuo a chiedermi come sia possibile far finta che una figlia non esista e non riesco a trovare una risposta.

Non voglio giudicare. Probabilmente chi abbandona i propri figli ha i suoi motivi per farlo. Non è un gesto giustificabile ma forse nemmeno giudicabile. Le motivazioni che spingono una persona a un gesto simile possono essere molteplici.

Un genitore che abbandona i propri figli è un genitore che non sarebbe stato in grado di prendersene cura e forse è meglio così, che sparisca.

Solo che osservare la cosa da persona adulta è diverso. Soprattutto osservare la cosa da un punto di vista indiretto è diverso.

Arriverà il momento in cui questi figli si chiederanno perchè. Perchè il loro papà o la loro mamma non li cercano. Perchè non li vogliono vedere e perchè li hanno abbandonati.

Chi non ha vissuto direttamente queste situazioni non può capire davvero che cosa si prova. Si può solo immaginare, anche perchè non esiste un modo di reagire standard.

Cosa si prova ad essere abbandonati? Cosa si prova a non poter mai pronunciare la parola mamma o papà? E ancora cosa si prova a sapere che un genitore da qualche parte c’è ma non ha nessun interesse a volerti vedere?

Penso al potersi quasi sentire responsabili, penso al dolore che poi verrà sostituito dalla rabbia e che per qualcuno verrà sostituito dal perdono. Penso al trauma, agli effetti che l’abbandono può dare e che per qualcuno possono essere devastanti.

Si tratta di una ferita che per quanto non visibile è lì ed è destinata a rimanere aperta.

Mia nipote sembra crescere serena con dei nonni che si sono ritrovati di nuovo ad indossare i panni di genitori e che forse stanno facendo ancora meglio di ciò che hanno fatto con me e mia sorella.

E vederla serena nonostante tutto è la cosa più importante.

È una ragazzina stupenda e va bene che è mia nipote e sono di parte, ma è davvero adorabile e mi spiace per suo padre che si sta perdendo la possibilità di vedere crescere sua figlia, una parte di lui.

Chi lo sa, forse un giorno riuscirà a dare una spiegazione del suo comportamento e non sarà troppo tardi per ritrovarsi. Forse.

Essere genitori è di sicuro un lavoro molto difficile ma spesso sottovalutiamo quanto in certi casi possa essere difficile essere figli.

sui figli e sui genitori

 

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